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Presentazione “Luigi Fabbri. Un maestro anarchico (1877-1935).

Ciao a tutte e tutti,
per questa estate abbiamo due novità da segnalare, la prima è che, a differenza degli anni passati, la libreria non chiuderà per ferie o per via dei mercatini (ovviamente i librai in ferie ci andranno, ma ci daremo il cambio in modo che voi non vi troviate con orari arzigogolati da ricordare per capire quando poter passare a trovarci).
La seconda è che non solo saremo regolarmente aperti, ma continueremo a fare una presentazione al mese (forse anche qualcosa in più se riusciamo) però cambiando location. Con il caldo estivo che già si fa sentire non ci sembrava così invitante proporvi di stare chiusi in libreria, così abbiamo chiesto di farci ospitare nel giardino del Laboratorio Sociale Fabbri.
Dato che lo spazio in cui saremo ospiti è intitolato al nostro illustre concittadino e dato che il primo giugno è uscita una sua nuovo biografia, edito dagli amici di Edizioni Malamente, non potevamo che invitare Lilith Verdini a presentarci il suo lavoro intitolato “Luigi Fabbri. Un maestro anarchico (1877-1935)”.
Nella biografia dell’anarchico Luigi Fabbri (1877-1935) poco indagati sono il pensiero pedagogico e l’attività di maestro elementare: aspetti con cui si è confrontata Lilith Verdini, anch’essa maestra. Ne emergono una teoria e una pratica di rinnovamento della scuola anticipatrici di concetti educativi di grande attualità, attenti allo sviluppo integrale e al rispetto delle attitudini personali, per la formazione di individui liberi di pensare e consapevoli del più ampio contesto sociale. L’autrice rintraccia negli archivi anche la carriera del maestro Fabbri: dal percorso di abilitazione alle prime supplenze a Crespellano (con un curioso incrocio di destini con un altro socialista aspirante maestro, Benito Mussolini), dalla cattedra a Fabriano alla sospensione per ragioni politiche dopo i moti della Settimana rossa, di nuovo l’incarico a Corticella e Bologna, fino al rifiuto di prestare giuramento di fedeltà al re e allo Stato. Coerenza che costa cara al maestro anarchico, destituito e costretto all’esilio in Uruguay dove, presso la Scuola italiana di Montevideo, riprende un’intensa quotidianità didattica, di cui è preziosa testimonianza il suo registro scolastico, qui trascritto.

Vi aspettiamo quindi venerdì 28 giugno alle 18.30 al Laboratorio Sociale, Spiazzi di S. Nicolò n. 10 (proprio di fianco alla chiesa di S. Nicolò).