Pier Luigi Vercesi – Il naso di Dante – Neri Pozza 2018

4,50 

Editore: Neri Pozza
Formato: Brossura
Anno edizione: 2018
Condizioni: Piccole fioriture al taglio, per il resto ottimo stato.
Pagine: 171

Nel 1840, nel palazzo del Bargello di Firenze, viene riportato alla luce il ritratto giovanile di Dante dipinto da Giotto. Principale fautore della scoperta è l’inglese Seymour Kirkup, pittore, allievo e amico di William Blake, che realizzò una copia perfetta del Dante giottesco e la inviò in Inghilterra, all’esule e studioso Gabriele Rossetti, padre di Dante Gabriele Rossetti, fondatore, quest’ultimo, della Confraternita dei Preraffaelliti. L’idea principale di Gabriele Rossetti è che Dante sia un “”Fedele d’amore””, vale a dire depositario di una conoscenza superiore che si rifà alla tradizione provenzale dei trovatori, ispirata all’eresia catara. L’opera di Dante sarebbe dunque una grande allegoria che si rivolge a chi la sa comprendere. Il Poeta stesso lo suggerisce nel ix canto dell’Inferno: “”O voi ch’avete li ‘ntelletti sani,/ mirate la dottrina che s’asconde/ sotto ‘l velame de li versi strani””. A partire da quel momento, Dante diverrà oggetto delle più fantasiose interpretazioni: un gesuita cercherà di dimostrare che il Poeta era un occulto templare, Giovanni Pascoli dedicherà molti anni della sua vita e ben quattro volumi all’interpretazione esoterica di Dante, mentre uno stimato studioso spagnolo delle tradizioni islamiche, Miguel Asìn Palacios, dimostrerà i debiti della Divina Commedia a testi musulmani e i collegamenti alla crociata a cui partecipò Eleonora d’Aquitania, madre di Riccardo Cuor di Leone. Infine, il ritrovamento di un manoscritto dedicato alla Beatrice di Dante, riconoscerà il Sommo poeta come eretico e propugnatore di idee socialiste.

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